Le più antiche tracce della cartapesta nel Salento, secondo la testimonianza degli studiosi, pur nella totale assenza di fonti, risalgono alla metà del Seicento, in particolare ad una Madonna, di cui dà notizia nell'Ottocento il Duca di Cavallino, Sigismondo Castromediano, ordinata due secoli prima da una sua antenata.

Il fortunato fiorire dell'arte della cartapesta nel Salento si lega a fattori storici precisi: lo sviluppo del culto, l'intensificarsi delle committenze degli ordini religiosi della Controriforma, preoccupati di arginare i pericoli del Luteranesimo, che dovettero sollecitare le botteghe artigiane ad una ininterrotta fornitura di statue sacre, ordinate dalle numerose fraterie religiose, dalle autorità ecclesiastiche, dai curati delle città e delle campagne.

Nell'Ottocento la cartapesta, al culmine del suo fiorire, varca i confini della piccola città salentina e quelli nazionali, sino a testimoniare la sua presenza in vari paesi d'Europa.

Le opere in cartapesta, umili nella materia, ma raffinatissime nella fattura, possono essere ormai considerate al giorno d'oggi delle vere e proprie opere d'arte.

Le fasi di lavorazioni

Qui di seguito un breve elenco delle fasi di lavorazione:

- ricavo delle forme in gesso;
- sistemazione della carta nelle forme;
- fuocheggiatura;
- modellazione delle parti in creta;
- impianto del busto;
- vestizione;
- ingessatura;
- levigatura;
- coloritura

La prima fase consiste nel cercare di porre rimedio ai numerosi guasti per mezzo di colle, olii e soluzioni antitarli. La seconda, invece, nella sostituzione materiale delle parti di carta completamente tarlate ed inumidite e nella ridipintura delle parti rifatte, con l'aggiunta di nuovi strati di carta.


Pulitura
La prima operazione consiste in una pulitura sommaria con un pennello per togliere la polvere superficiale. Successivamente si passa una soluzione di acqua ragia mescolata con lino cotto.

Consolidamento della carta
Per rinforzare, invece, e riattaccare gli strati di carta che tendono a sollevarsi è necessario spalmare del Vinavil su detti strati, avendo cura di pulire con cotone bagnato l'eventuale scolo della colla.

Integrazione delle lacune
Quando le parti sono completamente sollevate o fortemente deteriorate, si procede accuratamente con delle stecche in legno, di dimensioni adatte, al distacco del supporto.Qualora le lacune risultino piuttosto ampie, si inseriscono degli strati nuovi di cartapesta, imbevuti di colla di farina.
Successivamente si fuocheggiano le parti restaurate per modellare e spianare la superficie.
Si procede poi alla levigatura, livellando le parti integrate e spianando la superficie.
La colorazione, infine, consiste in una passata di colori a tempera, tenendo conto del tono originario della statua. Si dipinge poi con colori ad olio appropriati.                              


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

        

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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